<!– –><!– –> Qualche granitica certezza forse inizia a sgretolarsi anche nelle amministrazioni che difendevano a suon di leggi la teoria della pericolosità legata strettamente alla genetica. Indubbiamente gli Svizzeri, che sanno far notoriamente di conto, avranno rilevato dati interessanti in questi anni rispetto alla epidemiologia delle aggressioni da parte di cani, per modificare in modo così netto il loro indirizzo legislativo.
Leggendo di corsi di formazione e responsabilizzazione del proprietario, indubbiamente viene spontaneo consigliare il Sottosegretario Francesca Martini di mettere il copyright sull’ultima ordinanza del 3 marzo 2009!
Ma obbliga anche il Sottosegretario a proseguire l’opera presentando delle linee-guida innovative rispetto alla suddetta Ordinanza, esplicative non solo sui corsi di formazione e le sue peculiarità (definizioni, volontarietà/obbligatorietà per chi) ma sui protocolli tra ASL e medici veterinari comportamentalisti sulla gestione della valutazione comportamentale dei cani impegnativi e intervento terapeutico comportamentale dei cani a rischio potenziale elevato.
Il tutto è condito dall’aspettativa di un proficuo confronto istituzionale sulle varie proposte di legge con tematiche riguardanti gli animali: 281 e Leavet, Pet-therapy e Zooantropologia, Tutela del benessere/Aggressioni e Medicina Comportamentale, ecc. La Sisca e l’Anmvi sono accanto a Lei in questo viaggio appena iniziato.
Raimondo Colangeli, Presidente Sisca
CANI, IN SVIZZERA NESSUNA RAZZA VIETATA
CANI, SVIZZERA VERSO RINUNCIA A BLACK LIST
TRATTO DA: @nmvioggi – 10-06-2009